Discorso dei Decennali |
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| Il decennale rappresentò per il Fascismo
una grande occasione propagandistica. Le manifestazioni si susseguirono
e la presenza di Mussolini nelle piazze d'Italia si moltiplicò.
Qui vi presentiamo una selezione dei discorsi del Duce. Tra di essi
particolare rilievo assume il discorso pronunciato a Torino, al Lingotto,
alla presenza del senatore Giovanni Agnelli. |
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Camicie nere, popolo di Torino, avevo promesso che non sarebbe trascorso l'anno decimo del fascismo senza che io avessi visitato la vostra città. Ecco che io mantengo la mia promessa. Sono fiero di essere tra di voi e vi dichiaro con tutta schiettezza che la vostra accoglienza ardente ed entusiastica ha superato le mie aspettative. (applausi). Come potrebbe essere altrimenti? Torino è una città romana
e ha dato la nascita a un quadriumviro che in pace e in guerra merita,
e non è per abuso di retorica, l'appellativo di eroe. Un anno
orsono a Napoli io tracciai le linee di quella che doveva essere l'opzione
Fascista.
Da allora la storia d'Europa ha avuto degli avvenimenti di qualche rilievo.
Parlai allora della tragica contabilità della guerra e con due articoli
non dimenticati del Popolo d'Italia io affermai che su questa contabilità era
tempo di passare la spugna. La Conferenza di Losanna è una delle poche
che ha avuto una conclusione. Pilotata energicamente dal primo ministro inglese
la navicella delle riparazioni e dei debiti è oggi nel porto di Losanna.
Vorrà il grande popolo della repubblica stellata ricacciare questa navicella
dove c'è il dolore e il sangue di tanti popoli, ricacciarla nell'alto
mare? (NO). Io vorrei che questo no che voi avete pronunciato con voce di tuono
valicasse l'Atlantico e giungesse a toccare il cuore di quel popolo. Vi è un'altra questione che concerne una domanda tedesca. Il Fascismo ha avuto delle idee e delle direttive precise. La domanda tedesca per la parità giuridica è pienamente giustificata. Bisogna riconoscerlo. Tanto più presto, tanto meglio. Nello stesso tempo, finchè dura la conferenza del disarmo, la Germania non può chiedere di riarmarsi in nessuna misura. Ma quando la conferenza del disarmo sia finita, e abbia dato un risultato negativo, allora la Germania non può rimanere nella Società delle Nazioni se questo disarmo che l'ha mortificata non viene annullato (Applausi). Non vogliamo l'egemonia in Europa. Noi saremo contro all'affermarsi di qualsiasi egemonia, specialmente se questa egemonia viene a cristallizzare una posizione di patente ingiustizia. Altra bussola che ci guida nel cammino: la collaborazione delle classi.
IN questa città che ha così numerose maestranze, mi piace
di solennemente affermare che le classi lavoratrici hanno compiuto il
loto dovere dinanzi alla crisi e si sono caricate le spalle dell'inevitabile
fardello. Debbo anche aggiungere che le classi industriali italiane si
muovono in questa atmosfera con forza,
tengono duro nell'attesa di tempi migliori. Ma se la collaborazione è necessaria
nei tempi facili, è indispensabili nei tempi difficili quando ogni disperazione
di energia è un vero e proprio tradimento consumato ai danni della patria.
Torino è stata meravigliosa nell'opera di assistenza. Ci siamo già sganciati
dal concetto troppo meschino di filantropia per arrivare al concetto più vasto
e più profondo di assistenza. Dobbiamo fare ancora un passo innanzi:
dall'assistenza dobbiamo arrivare alla solidarietà nazionale. (Applausi).
Finalmente Torino deve avere il lavoro per le sue maestranze (bravo) e tutto
quello che è stato mostrato dal coraggio, dalla tenacia e dalla genialità dei
torinesi deve rimanere a Torino. (Applausi). C'è qualcuno che pensa che
noi ci preoccupiamo dell'inverno dal punto di vista politico. E' falso. Dal
punto di vista politico potrebbero passare anche 50 inverni grigi e niente succede.
Tanto più che pensiamo che dopo gli inverni grigi possano venire anche
le primavere del benessere e della gloria. |